Museo del Metaverso

arco Rosca

Effimero VS Sublime !! a proposito di arte "casuale", del "nulla" ovvero dell'"effimero" in arte.

http://arcorosca.blogspot.com/2008/06/effimero-vs-sublime.html



World Press Photo 2008
1st prize Arts and Entertainment Stories.
Rafal Milach, Poland,
Anzenberger Agency Retired circus artists, Poland










MillaMilla Noel
Work in progress on March 16, 2008









Marco Manray
New Landscapes. 2008
Landscape_04









Mimmo Jodice
Isolario Mediterraneo: Napoli, 1990












second life sempre più spesso rispecchia la real life, purtroppo, e anche qui la cultura estetica che sta predominando l'inizio del nuovo secolo, cosi come quella dell'immagine ha dominato la fine del secolo scorso, delinea un grande spostamento di lavori ricerche e giudizi sempre più nella direzione di mettere al centro di tutto l'oggetto piu che il soggetto.
Il carattere delle cose che facciamo e che vediamo sempre più spesso rincorre accenti e specificità nel lavoro sulla forma più che sui suoi contenuti, sempre di piu assistiamo a soluzioni formalistiche che lavorano sull'oggetto come risultato ultimo, piuttosto di soluzioni che lavorano o osservano il soggetto stesso del nostro lavoro di cui la forma è anche un risultato.
Cosi per dirla come direbbe "Loos" spesso si scambia una urna per un pitale!

Cosi gli artisti fanno critica, i curatori gli artisti, tutti fanno i builder e per fortuna o purtroppo,
nessuno lavora più ad una "teoria", o come nel caso della fotografia alla "tecnica".

…. Buon Lavoro Milla.

http://arcorosca.blogspot.com/2008/06/effimero-vs-sublime.html

4 Comments

Lotja Loon Comment by Lotja Loon on June 12, 2008 at 8:39pm
Aha...
so now - if that is such a good idea to quote a conservativ (despite of what is known of him later in some literature about history of architecture) dandy and arrogant s.o.b. in a discussion about the modernization of art in SL...

(http://de.wikipedia.org/wiki/Adolf_Loos) -
(sometimes it's just a good idea to jump a little higher and thus look over ones national boundaries).

I do doubt it seriously...
On the other hand: comming to think of the quotation itself - "making pisspots of urns" - I think Arco Rosca WANTED to use exactly this man to be a witness to those "unholy" changes, he detects in SL. Now, there might be certain people saying that he disqualifies himself with this kind of writing... I would naturally not go that far...

Haha, I just lean back on my sofa, raise one eyebrow slightly and think about some feebly barking dogs at night, that never, never would stop the caravan crossing the desert...

Yawn...
Lotja Loon,
Sozialwissenschaftlerin, Historikerin AND sister of a great architect in Barcelona


... great job, Lotja??
Roxelo Babenco Comment by Roxelo Babenco on June 13, 2008 at 6:05pm
Dove tendono gli artisti che operano in world? Non so se esite già questa consapevolezza che a monte di ogni sperimentazione debba esserci un percorso teorico. Presupporrebbe il possesso di conoscenze che in molti casi mancano. Citi Loos, che in architettura rappresenta un pezzo da novanta, essendo il fondatore del razionalismo e del design moderno. La forma diventa utile alla funzione, anche socialmente. La teoria che sta dietro il razionalismo di Loos e che troviamo nel saggio provocatorio Ornamento e delitto, racconta l’utilità sociale della produzione di oggetti di forma semplice e funzionale.
Quale teoria potrebbero elaborare gli artisti che creano in un ambiente digitale?
Mi interessa questo argomento per il progetto HiperPop di Kejo che sta partendo anche con la collaborazione del Museo. Kejo è un marchio di abbigliamento casual. Sono diventati famosi i suoi piumini con patch decontestualizzate.Oggi Kejo mette a disposizione dei creativi di Second Life, dei piumini canvas, cioè modelli senza patch, dove ognuno può dare sfogo alla sua creatività, creado un design originale in world. E' il primo esperimento di una azienda che guarda a Second Life come possibilità di innovazione creativa.
arco Rosca Comment by arco Rosca on June 14, 2008 at 9:41am
l'arte nelle sue forme espressive, ha sempre rapresentato-significato il cambiamento dell'epoca, è la cartina di tornasole del tempo che viviamo. Pensiamo all'architettura nel 400, al teatro tra i 700 e l'800, la letteratura agli inizi del 900, la fotografia e l'"arte contemporanea", nella seconda meta del 900, e quello che è oggi il cinema.
Guardare al nostro tempo, alle sue questioni rilevanti, è cosa non facile, si puo fare finta che questo non sia il tema del nostro lavoro, ma cosi non è!
Non penso di lavorare al futuro, cosi come non penso di lavorare al riparo della storia.
Penso che sl sia una dimensione attuale, adatta all'uomo contemporaneo, pronta grazie ad un forte grado di interazione ad essere parte del nostro modo di vivere.
L'arte come sempre arriva prima, e direi anche oltre, dove il "business" e il "gioco" non sono riusciti.
Non ho l'ansia di arrivare ad un "ismo", o di esserne addirittura il fondatore.
Quello che vedo è ancora l'uomo nuovo moderno, Ulrich l'uomo senza qualità di Musil alle prese con i cambiamenti del mondo.
Quello che penso invece fa riferimento a quella che chiamiamo arte in sl, come "arte analoga", dove la gerarchia orizzontale tra sl e rl è un elemento preciso, non confuso, non mascherato, magari pretestuoso, ma non ambiguo; non cè una autonomia di quelo che succede qui in sl su quello che succede in rl, piuttosto una simbiosi; da cio penso si debba partire per osservare questo fenomeno espressivo, vederlo rispetto al nostro tempo ed alla sua complessità.
poiche sempre per tornare a cio che sono "non si inventa una architettura ogni Lunedi mattina".
Roxelo Babenco Comment by Roxelo Babenco on June 14, 2008 at 10:32am
Certo "guardare alla contemporaneità", questo è il punto di partenza! Tuttavia la contemporaneità è complicata, confusa, piena di paure, tali da rendere la permanenza e l'azione nel mondo virtuale più libere e forse più autentiche.
Guardare al presente e al futuro, con un occhio al passato quindi alla storia, è sicuramente la strada maestra da percorrere, in una continua osmosi tra i due mondi, virtuale e reale.
Credo che questo sarebbe reso più facile se avvenisse la "contaminazione" fra artisti e architetti real life e coloro che operano esclusivamente in world.
L'accostamente dell'uomo moderno ad Ulrich è perfettametne calzante, se pensiamo alla svogliatezza, all'apatia degli abitanti di questo nuovo millennio, alle prese con molti fenomeni nuovi e tragici,ai quali sembrano rispondere con il distacco del'impotenza.
Il World dà l'illusione di poter suoperare questi fenomeni e di una ritrovata motivazione alla istanza innata nell'uomo: essere creativo. La tecnologia e la produzione industriale hanno ridotto ai minimi termini la creatività dell'uomo, che in passato si esprimeva, ampliamente, attraverso la produzione artigianale. Sembra che questo forte desiderio di recupero di quella creatività stia avendo la sua concretizzazione in world. Per questo dico che il fenomeno a cui stiamo assistendo ha una forte valenza antropologico-culturale, oltre che prettamente sul piano del risveglio artistico.

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