
Questa è la foto di Milla, "fotografa per caso", che ha provocato le aspre e in qualche caso sarcastiche critiche dei Neu-Pappisti. L'assunto parte dalla considerazione che non è corretto fotografare un'installazione di altri e metterla in vendita, spacciandola per propria.
Second Life è tutta una installazione fatta da altri, poiché, come sapete, ogni oggetto là dentro è stato costruiro dai residenti, La peculiarità e la bellezza di SL sono proprio queste. Pertanto ogni oggetto, ogni casa, ogni installazione, ogni panorama, dovrebbero non potersi immortalare in uno snapshot. Prendiamo ad esempio Chou Chou, isola ricca di installazioni suggestive, luogo ideale per lo snapshottismo selvaggio. Dovrebbe essere riservata solo ai visitatori e non riprodotta? Invece pullulano le foto di Chou Chou su Flickr e sui nostri net.
Ben vengano queste foto, che salveranno e tramanderanno a futura memoria luoghi come Chou Chou o instalazioni come quella di Velazquez Bonetto, realizzata da Milla Milla Noel. Fra un mese , fra un anno o anche solo fra un giorno, tutte queste belle composizioni di prim potrebero scomparire con un semplice "delete account" o " cancel object", ma i tanti snapshot ce le restitueranno, almeno come testimonianza di quanto è stato realizzato in world.
Che poi Milla abbia messo in vendita quella foto, non lo trovo affatto strano, poiché in Second Life tutti mettono in vendita tutto e nessuno se ne è mai scandalizzato. Velazquez conosce perfettametne quella foto, che è diventata anche strumento pubblicitario dell'attività creativa che si sta svolgendo a Diabolus.
Pertanto una foto esposta in una galleria d'arte, come la foto in questione, diventa anche strumento conoscitivo di altre attività meritevoli.
Sul fatto se quella foto di Milla sia artistica, mi sembra davvero un problema di lana caprina.
Cos'è "arte" in Second Life?
In Sl sta avendo luogo un fenomeno antropologico di dimensioni enormi e non trascurabili, i neupappiisti lo definiscono dispregiativamente "artisti per caso" , mentre io lo chiamo "creatività dal basso".
Che cosa deriverà da questo fenomeno, che sarà portato alla luce della rl dalla mostra Rinascimento Virtuale, non lo sappiamo ancora, ma forse lo sapremo presto.
Sull'aspetto sottolineato dai nostri neupappisti, che l'arte non debba essere mera riproduzione della realtà, vorrei precisare che, a mio parere, essa non lo è mai, poiché si compie sempre e comunque un'opera di mediazione tra autore e realtà oggettiva, che verrà necessariamente soggettivizzata nel momento dell'atto creativo, anche soltanto attraverso lo scatto di uno snapshot..
Anche i pittori del 400 e del 500 riproducevano la realtà, costellando di paesaggi i loro ritratti. Pensiamo a Raffaello, Piero della Francesca, Vincenzo Pagani, Bellini, Luca Signorelli: nei dipinti del Pagani ad es, che ha subito forti influenze reaffaellesche, troviamo sullo sfondo le "fotografia" di noti paesaggi marchigiani.
In conclusione , vorrei molto modestamente suggerire ai neupappisti di essere più cauti nel giudizio sul fenomeno e sui comportamenti che si attuano in world.
Tutto è ancora in itinere e tutto da valutare, da classificare. Al momento oppurto ci chiederemo: fu vera arte?
You need to be a member of Museo del Metaverso to add comments!
Join this social network